Vendi su Vinted e ti chiedi se Vinted comunicherà le tue vendite al fisco o se devi pagare le tasse? Inserisci le vendite dell'anno e la tua situazione: il simulatore controlla le soglie DAC7 e stima imposte e contributi con le regole italiane del 2026.
Regole italiane 2026, stima indicativa
Compravendita = compri articoli per rivenderli a un prezzo più alto.
No: sotto le soglie (30 vendite e 2.000 €) Vinted non comunica i tuoi dati.
Rivendere i propri oggetti usati, di norma a meno di quanto li hai pagati, non genera reddito. Se Vinted comunica i tuoi dati, non devi dichiarare nulla.
Incassi − costi d'acquisto − contributi − imposta
Oltre 85.000 € di ricavi non si può restare nel regime forfettario.
Questo simulatore fornisce una stima indicativa basata sulle regole fiscali in vigore nel 2026. Non costituisce un consiglio fiscale. Consulta un commercialista o l'amministrazione fiscale del tuo paese per la tua situazione personale. Le soglie e le aliquote possono variare.
La direttiva europea DAC7, recepita in Italia con il D.Lgs. 32/2023, obbliga piattaforme come Vinted a comunicare all'Agenzia delle Entrate i dati dei venditori che in un anno solare fanno almeno 30 vendite oppure incassano più di 2.000 €. Se rientri, Vinted ti chiede di compilare un breve modulo in gran parte precompilato e ti invia una copia dei dati trasmessi. È un obbligo di comunicazione per Vinted, non una nuova tassa: per il fisco conta la natura delle tue vendite.
Nessuna tassa. Rivendere a 15 € un jeans pagato 50 € non crea reddito, anche se Vinted comunica le tue vendite.
Il guadagno (incassi meno costi d'acquisto) è un reddito diverso da indicare nella dichiarazione.
È un'attività d'impresa: servono partita IVA, iscrizione alla Camera di Commercio e contributi INPS.


Caso 1: svuoti l'armadio. 45 vendite per 2.400 € nell'anno. Superi entrambe le soglie DAC7, quindi Vinted comunica i tuoi dati all'Agenzia delle Entrate. Ma rivendere le tue cose non crea reddito: 0 € di tasse, niente da dichiarare.
Caso 2: compravendita occasionale. Compri qualche lotto per 600 € e lo rivendi saltuariamente per 1.000 €. Il reddito diverso è 400 €; con aliquota IRPEF del 23% paghi circa 92 €, da indicare nel quadro D del 730 o nel quadro RL.
Caso 3: partita IVA in regime forfettario. 20.000 € di ricavi in un anno, attività di commercio.
| Calcolo | Importo |
|---|---|
| Reddito lordo: 40% di 20.000 € | 8.000 € |
| Contributi INPS commercianti (minimo 2026) | 4.612 € |
| Imponibile: 8.000 € − contributi | 3.388 € |
| Imposta sostitutiva al 15% | 508 € |
| Totale tasse e contributi | 5.120 € |
Con ricavi bassi pesa soprattutto il minimo INPS, dovuto anche se guadagni poco. La riduzione del 35% per i forfettari (su domanda) lo abbassa a circa 2.998 €; nei primi cinque anni l'imposta può scendere al 5% se rispetti i requisiti.
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